I leggendari Arcades e il mistero di Polybius

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La storia dei giochi arcade inizia nel 1952, anno in cui A.S. Douglas ottenne un master all’Università di Cambridge. L’università disponeva di un computer EDSAC e Douglas, che intendeva scrivere la propria tesi sull’interazione uomo-computer, lo usò per sviluppare un gioco grafico, il OXO (tris). Nel 1958 Willy Higinbotham creò una forma rudimentale di tennis elettronico usando un oscilloscopio come schermo, ma che non ebbe particolare successo. Verso il 1962 alcuni studenti del MIT riuscirono a realizzare un gioco vero e proprio, che consisteva in una battaglia spaziale (Spacewar!), una versione base di quello che diventerà il famosissimo arcade Asteroids. Nel 1966 Ralph Baer, ingegnere capo della Sanders Associates, iniziò a lavorare su quello che definiva “un progetto per un utilizzo alternativo degli apparecchi televisivi”. Seppur contro il parere dei suoi superiori. Nacque così il primo prototipo di videogioco destinato al mercato. Storicamente, gli arcade rappresentarono la prima generazione di videogiochi, e il primo contatto del pubblico con questa nuova forma di intrattenimento. Fra gli anni settanta e gli anni ottanta vennero distribuiti in tutto il mondo arcade di enorme successo come Space Invaders, Defender, Asteroids, Tetris e Pac Man.

alcuni videogames del periodo di polybius

Ma il videogame Arcade che più ha affascinato il mondo dei Gamers è POLYBIUS, Il gioco Maledetto. Correva l’anno 1981 a Portland, Oregon. La leggenda narra che Polybius fu creato della Sinneslöschen (tradotto dal tedesco “estinzione dei sensi”) ed era un gioco sparatutto in grafica vettoriale con visuale in terza persona, nel quale erano presenti messaggi subliminali visivi e sonori non percepiti in modo conscio dai giocatori. I messaggi trasmessi erano piuttosto inquietanti: per esempio, uno di essi ripeteva “Suicide Yourself”, ovvero “Suicidati”. Seguiti da diverse altre diavolerie che provocavano effetti collaterali come amnesia, terrore notturno, psicosi, insonnia, incubi, e addirittura si parla di alcuni casi di suicidio. Per diversi anni le vicende riguardanti questo videogame hanno assunto le sembianze di semplici leggende metropolitane nate da alcuni episodi di attacchi epilettici di soggetti probabilmente predisposti o, secondo altri, una montatura da parte di qualche organizzazione. Pare anche che, proprio nelle sale giochi in cui si giocava a Polybius, in diverse occasioni vennero avvistati degli strani “uomini vestiti di nero”, intenti a controllare chi otteneva i migliori punteggi e se in loro ci fosse qualche effetto collaterale.

Ben 25 anni dopo la leggenda di Polybius finalmente raccoglie una testimonianza, è il 20 marzo 2006 e un cabinato polybiusappare online un commento di un tale che dichiara di aver programmato il gioco in prima persona. Dichiara di aver fondato insieme ad altre persone la Sinneslöschen con base in Repubblica Ceca, e di essere stato contattato da una misteriosa compagnia sudamericana per sviluppare un gioco innovativo, rivoluzionario. Talmente rivoluzionario che la compagnia stessa decise di distribuirlo in maniera limitata a Porland. Si ha notizia soltanto di un esemplare, forse due. Appena una settimana dopo, un dodicenne venne colto da un attacco epilettico mentre giocava. La notizia si sparse a macchia d’olio, così come il panico e la fama del gioco. Tanto che comincia ad attirare folle di persone in attesa di farci una partita. Immediatamente venne deciso di ritirare i cabinati, operazione eseguita in prima persona da alcuni dirigenti della fantomatica compagnia sudamericana che andarono fino a Portland per riprendersi le macchine. Ecco gli uomini in nero della leggenda.

Polybius presente in una puntata dei simpsons

Un Polybius compare in una puntata dei Simpsons

Dalle dichiarazioni del fantomatico programmatore quindi si potrebbero estrapolare le verità dalle speculazioni, sempre che le stesse dichiarazioni abbiano un fondo di verità. Successivamente a qualcuno è venuta la brillante idea di ricreare Polybius (scaricabile qui) così come sarebbe dovuto essere stando ai resoconti esistenti. Il gioco vero e proprio è un semplice sparatutto in stile Tempest, con tutto lo schermo che ruota quando ci si sposta. Il tutto corredato da una grafica acida, davvero da pugno nell’occhio: non a caso nel README, ma anche all’inizio del gioco, viene raccomandato di non giocare se si hanno problemi di epilessia, di cuore e simili. Raccomandazioni valide anche per chi volesse vedere il video di gameplay qui di seguito.

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